Attività del Centro

Il Centro Studi Storici e Ricerche Archeologiche di Pieve Santo Stefano, dalla sua fondazione ad oggi si é occupato di molteplici tematiche relative alla storia, l’arte, l’archeologia e il paesaggio, le tradizioni e i costumi del territorio del comune di Pieve Santo Stefano e della Valtiberina, grazie all’interesse dei suoi soci e all’impegno del Consiglio Direttivo e dei Presidenti.

Tra le varie attività svolte negli anni passati o tutt’ora in corso (vedi sezione Novità) vi sono:

Il Centro, oltre ad avere una raccolta di reperti rinvenuti durante le ricognizioni nel territorio (vedi Galleria fotografica) possiede anche una biblioteca con numerosi volumi e opuscoli relativi alla storia del territorio comunale di Pieve Santo Stefano e della Valtiberina, alcuni di propria pubblicazione.

Scavi

L’interno del torrione delle Monache
L’interno del torrione delle Monache.

Il Centro ha partecipato ad alcue indagini archeologiche effettuate nel territorio di Pieve Santo Stefano sotto la sorveglianza degli enti di tutela. Nel 1990 ha partecipato al rinvenimento del sito di Villalba durante i lavori di costruzione del campo sportivo, nel 1991 ha collaborato agli scavi del sito di Tizzano, promossi dal Gruppo Archeologico di Sansepolcro e, infine, nel 1994 ha effettuato la rimozione, non stratigrafica, della terra che riempiva l’interno del torrione delle Monache presso l’ex Asilo Umberto I (dal XVI secolo monastero delle Clarisse). Il riempimento interno di questo edificio si è formato con successivi butti ma è stato più volte rimescolato da alluvioni del Tevere (tra cui il completo allagamento nel 1855) che ne avevano alterato la successione originale dei depositi. Da questi sono emersi numerosi frammenti ceramici databili al periodo rinascimentale e moderno: i reperti sono tutt’ora conservati presso la sede del Centro e in fase di sistemazione e studio (vedi Novità).

Ricognizioni sul territorio

Alcuni menbri del Centro in ricognizione a Pietralba.
Ricognizione a Pietralba.

Il Centro Studi Storici e Ricerche Archeologiche di Pieve Santo Stefano è nato per la volontà dei soci fondatori di partecipare in prima persona al recupero dei dati archeologici e di poter mantenere nel comune i reperti rinvenuti in esso. Il gruppo negli anni ‘90 del secolo scorso ha effettuato numerose ricognizioni per conoscere meglio il territorio e individuare i siti di maggior interesse archeologico e storico. Le ricognizioni hanno interessato quei luoghi che, sulla base di notizie orali, tradizioni o di studi effettuati sulla bibliografia edita e sui pochi documenti d’archivio noti, erano già segnalati per la presenza di tracce di frequentazioni antiche (per es. Pietralba, Monte Petroso, Dagnano) o mostravano ancora in elevato resti, a volte imponenti, di costruzioni romane (es. il ponte sotto Sigliano) o medievali (es. siti fortificati d’altura, tra i quali Assai, Baldignano, Belmonte, Brancialino, Monte Murlo, Valsavignone). Le ricognizioni sono state più frequenti nella zona pianeggiante a sud del capoluogo comunale, dove alcuni dei siti individuati sono stati poi sommersi dall’acqua della diga. Dalle ricognizioni sono emersi molti dati utili a ricostruire il paesaggio di questo territorio nell’età preromana, romana e medievale, inoltre è stato possibile recuperare un discreto numero di materiali erratici (reperti ceramici, vetri, metalli...) che sono ora conservati presso la sede del Centro. Le ricognizioni fin qui svolte, a causa delle caratteristiche della ricerca di superficie, richiederebbero approfondimenti attraverso indagini stratigrafiche mirate, progetti di ampio respiro topografico e studi approfonditi dei vari reperti recuperati.

Studi storici ed archivistici

Tra gli interessi principali del Centro c’è sempre stato lo studio del passato di Pieve Santo Stefano e del suo territorio, dalle più antiche testimonianze fino alle tragiche vicende dell’ultima guerra. I soci del Centro, anche personalmente a seconda dei loro interessi ed ambiti di studio, si sono occupati di svolgere varie ricerche storiche e d’archivio, molte delle quali sono state poi pubblicate in articoli della rivista “La Fonte”, in riviste o pubblicazioni locali o opuscoli e pubblicazioni promosse dal Centro Studi stesso. Fondamentali per la ricostruzione della storia di Pieve sono state varie trascrizioni di documenti d’archivio inediti, tra i quali il manoscritto del Canonico Sacchi (XIX sec.) recuperato nell’archivio storico comunale e pubblicato nel 2000 e due manoscritti settecenteschi trascritti e pubblicati nel 2009 (vedi Pubblicazioni).

Organizzazione di mostre, conferenze, seminari e convegni

Il senatore A. Fanfani coi soci del gruppo.
Il sen. A. Fanfani coi soci del gruppo.

Il centro negli anni della sua attività ha promosso vari convegni, seminari, presentazioni di libri, studi e lauree inerenti la storia e il territorio di Pieve Santo Stefano; tra questi si possono ricordare:

- 11 ottobre 1990: “Suppezia leggenda o realtà storica”, incontro con don Antonio Bacci 

- 21 settembre 1991: “L’Alta Valle del Tevere tra epoca romana e medioevo”, convegno a cura del prof. Tommaso Fanfani, con interventi del prof. Giovanni Cherubini, prof. Amelio Tagliaferri,

don Antonio Bacci e la presenza del sen. Amintore Fanfani.

- 15 maggio 1993: “Incontri con l’Archeologia Medievale” organizzati dall’Assessorato alla Cultura di Arezzo: “Origini e trasformazione del paesaggio agrario e forestale”, relazione del prof. Adriano Gradi; “Immaginario nella tavola medievale”, relazione del prof. Pierluigi Ricci.

- 13 aprile 1995: “Commemorazione del Concittadino Stefano Bardini iniziatore dell’Arte Antiquaria”.

- 9 settembre 1995: “La vita e l’opera di Amelio Tagliaferri”, commemorazione tenuta a Pieve Santo Stefano.

- 7 agosto 1999: “Renicci - Campo 97. Fatti e avvenimenti connessi al campo di concentramento per internati politici di Renicci prima e dopo l’8 settembre 1943”, conferenza con interventi di Daniele Finzi, Odilio Goretti, Giacomo Bartolmei.

- 26 agosto 2000: presentazione del libro “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve Santo Stefano, Memorie del canonico Sacchi”, trascrizione del manoscritto del 1850 a cura di Elda Fontana e Ventura Pannilunghi, con gli interventi di Tommaso Fanfani, Alberto Fatucchi, Franco Polcri, padre Ugolino Vagnuzzi.

- 30 dicembre 2000: presentazione della tesi di laurea di Andrea Franceschetti “Dall’Archivio dei Diari di Pieve S. Stefano: analisi di sritture popolari pievane”. 

- 7 maggio 2011: presentazione della guida turistica di Fioralba Errera “Pieve Santo Stefano. Paesaggio da assaporare”.

- 3 dicembre 2011: “Il 500° Anniversario della nascita di Giorgio Vasari (1511-2011)” a cura di Enrico Cima, Fioralba Errera, Andrea Franceschetti.

- 14 aprile 2012: presentazione del libro "PIETRALBA. Indagine multidisciplinare su alcuni manufatti rupestri dell'alta Valtiberina".

- 13 marzo 2014: presentazione del libro "Come amare il proprio paese", vol. I, a cura di F. Errera

- 29 novembre 2014: presentazione del libro "Da Sulpizia a Pieve Santo Stefano"di E. Fontana e V. Pannilunghi

- 26 novembre 2016: presentazione del libro "I siti fortificati della Valtiberina toscana nel Medioevo. Comuni di Caprese Michelangelo e Pieve Santo Stefano" di Silvia Cipriani

- 29 luglio 2017: presentazione del libro "Come amare il proprio paese", vol. II, a cura di F. Errera

 

Inoltre negli anni sono state organizzate una serie di mostre di varia natura, tra le quali si ricordano la mostra su Giovanni Papini (novembre - dicembre 1996) all’ex- Asilo Umberto I, la mostra su Amintore Fanfani (novembre 2000) nella Sala consiliare del Comune, la mostra “Pieve 1944” (agosto 2004) e “Il Paese cancellato” (aprile 2005), quest’ultime due realizzate in collaborazione con la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e l’Associazione Culturale Antiche Prigioni. Tra dicembre 2015 e gennaio 2017 è stata organizzata una mostra di antichi libri manoscritti custoditi presso la Biblioteca Comunale di Pieve Santo Stefano. 

 

Valorizzazione di opere d’arte locali, partecipazione al recupero di monumenti

Affresco al tempietto del Colledestro.
Affresco al tempietto del Colledestro.

Il Centro Studi si è sempre interessato a valorizzare la storia e il patrimonio del territorio di Pieve Santo Stefano, anche impegnandosi in prima persona al recupero di monumenti od opere in stato di abbandono o degrado.

Nel 1992, grazie all’organizzazione di una mostra - mercato di opere di pittori locali è stato possibile raccogliere alcuni fondi utili per il restauro degli affreschi del tempietto della Madonna del Colledestro; alla mostra - mercato hanno partecipato più di 50 concittadini (tra cui lo stesso sen. A. Fanfani), con più di 60 opere esposte e messe in vendita. Alla raccolta fondi per l’iniziativa hanno poi partecipato altre associazioni ed enti finanziatori, grazie anche ai quali è stato possibile inaugurare il 16 giugno 1996 gli affreschi restaurati.

Il 29 agosto 1999, grazie al Centro è stata inaugurata la ricostruzione fedele della perduta Fonte del Tribunale, in Piazza Plinio Pellegrini.  

Pubblicazioni

Il Centro Studi Storici e Ricerche Archeologiche di Pieve Santo Stefano ha pubblicato libri ed opuscoli relativi al territorio del comune di Pieve Santo Stefano, frutto di studi svolti dai soci del Centro stesso o di convegni da esso promossi:

- 1990: Bacci A., “Suppezia leggenda o realtà storica”, atti del convegno, Pieve Santo Stefano, 11 ottobre 1990

- 1991: Bartolomei G.,“Importanza storica della Val Verona dalla protostoria all’alto medioevo”, atti del convegno, Pieve Santo Stefano, 12 dicembre 1991

- 1995: “La vita e l’opera di Amelio Tagliaferri”,atti della commemmorazione tenuta a Pieve Santo Stefano il 9 settembre 1995

- 1996: Fanfani T. (a cura di), “L’alta Valle del Tevere tra epoca romana e medioevo” atti del convegno, Pieve Santo Stefano, 21 settembre 1991

- 1996: “La vita e l’opera di Amelio Tagliaferri”, commemorazione tenuta a Pieve Santo Stefano il 9 settembre 1995

- 2000: Sacchi G., “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve Santo Stefano, Memorie del canonico Sacchi”, Archivio Comunale di Pieve Santo Stefano, manoscritto del 1850, trascrizione a cura di Elda Fontana e Ventura Pannilunghi

- 2006: “Cerbaiolo 706-2006”, Pieve Santo Stefano, 18 giugno 2006, a cura di Fioralba Errera 

- 2008: “Pieve 1944. Il paese cancellato”, in collaborazione con l’Associazione Culturale Antiche Prigioni e la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale nel 60° anniversario della Liberazione

- 2009: Fontana E., Pannilunghi V., “Pieve Santo Stefano in due documenti settecenteschi”

- 2011: E. Cima, F. Errera, A. Franceschetti, “Il cinquecentesimo anniversario della nascita di Giorgio Vasari (1511-2011)” 

- 2014: "Come amare il proprio paese", Vol. I, a cura di Fioralba Errera

- 2014: Fontana E., Pannilunghi V., "Da Sulpizia a Pieve S. Stefano"

- 2017: "Come amare il proprio paese", Vol. II, a cura di Fioralba Errera

 

Il Centro, inoltre, negli anni ‘80 e ‘90 ha pubblicato la rivista “La Fonte”.

Attività didattiche

Attività didattiche coi bambini delle scuole.
I bambini delle scuole in visita alla sede del Centro.

Il Centro ha sempre cercato di rendere partecipe delle proprie ricerche la popolazione e diffondere tra gli abitanti di Pieve Santo Stefano una maggior conoscenza della storia e delle tradizioni del proprio luogo di origine o di adozione. In particolare le attività sono state rivolte ai ragazzi delle scuole elementari, ai quali sono state proposte negli anni la visita dei locali, l’illustrazione dei risultati delle ricerche e la descrizione dei reperti conservati nella sede del Centro.

Conservazione e studio dei reperti archeologici

Vetrine presso la sede del Centro.
Alcune vetrine coi reperti presso la sede del Centro.

I reperti mobili conservati presso la sede del Centro provengono da una serie di ricognizioni effettuate dai volontari principalmente negli anni 1989-1992, ma, in alcuni casi, anche da materiali emersi durante lavori agricoli o edilizi e recuperati grazie alla segnalazione di concittadini. Tutto il materiale è stato raccolto in maniera occasionale o proviene da indagini di superficie. I materiali raccolti sono stati catalogati nel 1993 dalla Soprintendenza che ne ha permesso la conservazione in vetrine allestite presso la sede del Centro, vista la mancanza di un antiquarium comunale che raccolga tutti i reperti rinvenuti nel territorio di pertinenza. Il Centro conserva anche i reperti ceramici post-medievali provenienti dalla “ripulitura” del torrione delle Monache.

Visita la Galleria Fotografica per vedere le immagini dei reperti più interessanti conservati nella sede del Centro.

Centro Studi Storici e Ricerche Archeologiche

Via Firenze, 20

52036 Pieve Santo Stefano (Arezzo) Italia 

Contatti:

centrostudipieve@gmail.com

 

Diventa amico del Centro su facebook per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità! 

 

La grafica e i contenuti di questo sito non possono essere riprodotti senza il preventivo consenso.